Imposte in Vietnam: gli scenari per il 2016 e oltre

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Vietnam Taxation 2016A cura dell’Italian Desk di Dezan Shira & Associates

Il governo vietnamita è stato spinto a potenziare le infrastrutture e ad incentivare gli investimenti. Ciò ha contribuito a rendere instabile la situazione finanziaria del Paese. La Trans Pacific Partnership (TPP) e l’EU-Vietnam Free Trade Agreement (EVFTA) rappresentano un’importante opportunità di guadagno per il governo ma, prima che l’aumento degli investimenti rimpingui le casse, sarà necessario un adeguamento delle imposte e quello della spesa pubblica. Dal punto di vista degli investimenti, la gestione di questo periodo avrà implicazioni fiscali sostanziali e potrà fornire un importante precedente circa la generazione di gettito.

Lo stato attuale delle finanze pubbliche vietnamite

La principale causa delle difficoltà economiche vietnamite è da ricercarsi nel debito pubblico del Paese. A fronte di un aumento solo marginale delle entrate fiscali, negli ultimi mesi il debito sovrano, raddoppiato tra il 2010 ed i 2014, sta diventando argomento di grande attualità. La necessità di entrate nelle casse si fa sempre più impellente, dal momento che il debito contratto dal Paese a fine 2015 era pari al 63,3 per cento del PIL e che le proiezioni prevedono che nel 2016 esso arriverà al 64,5 per cento. Oltre ad imporre importanti limiti alla capacità di spesa ed alla facoltà di accesso al credito delle autorità governative, la spesa pubblica è pericolosamente vicina al 65 per cento, imposto dall’Assemblea Nazionale.  

Il governo ha visto ulteriormente ridursi la propria capacità di far fronte agli impegni assunti e di acquistare beni dall’estero a seguito di alcuni recenti eventi internazionali come il referendum sulla “Brexit”, il quale ha generato una maggiore pressione sul governo in relazione ai debiti in valuta. Si è registrato un deprezzamento del Dong nei confronti del dollaro americano e dello Yen, con i quali sono denominati il 60 per cento dei debiti in valuta del Vietnam. La causa più forte è da ricercarsi nel crollo dei prezzi del greggio: a partire dal 2013, ancor prima del recente declino del prezzo delle commodities, il petrolio ha rappresentato circa il 15 per cento degli introiti statali. Diminuito il suo prezzo, il deficit pubblico è aumentato, dal momento che lo strumento principale per arginare le perdite è il ricorso al debito sovrano.

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La riduzione del debito è di difficile applicazione dal momento che una parte consistente della spesa pubblica è utilizzata per investimenti strategici nelle infrastrutture – un aspetto fondamentale per rendere il Vietnam una destinazione appetibile per gli investitori – e per assicurare servizi pubblici ai cittadini vietnamiti – la cui riduzione rappresenterebbe una scelta impopolare. Per questi motivi, il legislatore sta vagliando una serie di alternative per incrementare gli introiti fiscali nel medio termine, puntando sul risanamento economico e sull’effettivo adempimento degli obblighi contributivi (inclusi quelli fiscali) delle grandi società.

È opinione diffusa tra le autorità che gli incentivi in ambito fiscale e le riduzioni dei dazi doganali previste dai trattati di libero scambio abbiano contratto le entrate fiscali del Vietnam. Si è altrettanto concordi nel ritenere che per ovviare alle carenze di liquidità sia necessario rafforzare le leggi in vigore. Nello specifico, si prevede che migliorando l’efficienza nella riscossione delle imposte, contrastando l’evasione fiscale ed adempiendo agli obblighi fiscali ancora da soddisfare, il Vietnam possa incrementare il gettito statale del 7,5 per cento.

Imposta sui redditi societari

Nel tentativo di contrastare l’evasione fiscale, il Dipartimento generale delle Imposte (General Department of Tax) ha stabilito obiettivi ambiziosi in termini di revisione fiscale che consistono in controlli più frequenti ad Hanoi ed a HCMC. Sebbene ciò abbia richiamato maggiore attenzione al rispetto delle normative vigenti da parte di numerose società in tutto il Paese, tuttavia soltanto nel territorio di Hanoi si è riscontrato un effettivo incremento del gettito fiscale.

Una delle cause di questo fallimento può ritrovarsi nelle tempistiche con cui sono state annunciate le nuove misure di revisione fiscale. Secondo i dati relativi alle riscossioni ed a quelli relativi ai contenziosi pubblicati dal Dipartimento fiscale di HCMC, i controlli sulle PMI locali potrebbero aver causato un aumento generalizzato della compliance, dal momento che nei primi sei mesi del 2016 gli introiti legati alle revisioni fiscali sono crollati, mentre il gettito fiscale è complessivamente incrementato.

Il Fisco sta ponendo maggiore attenzione, oltre che sulle PMI, anche sulle più visibili e redditizie multinazionali. Molte critiche rivolte alle politiche tributarie vietnamite riguardano il fatto che le PMI sono sovraccaricate di controlli fiscali, poiché queste sono obbligate a rispettare un ulteriore livello di conformità oltre a quello già previsto dal severo sistema di redazione del bilancio consolidato fiscale. Secondo la World Bank, le tempistiche necessarie per allinearsi alla compliance fiscale del Paese sono le seconde più lunghe dell’Asia-Pacifica; inoltre, nel computo di tale valore sono state escluse le procedure di revisione fiscale e di investigation successive alla stesura del consolidato, che potrebbero essere allungate ulteriormente a causa delle nuove normative.

Nel recente periodo, la revisione fiscale nei confronti delle multinazionali si è rivelata poco efficace a causa della penuria e dell’inadeguatezza del personale incaricato del controllo fiscale, che talvolta è intimidito dalla presenza di avvocati interni nelle società. Per questo, è probabile che nel breve termine gli effetti di queste politiche saranno percepiti maggiormente dalle società locali.

Imposta sui redditi personali

L’imposta sui redditi personali (Personal Income Tax, PIT) sui lavoratori dipendenti non è coinvolta dall’aumento dei controlli fiscali, dal momento che è riscossa direttamente dai datori di lavoro. Tuttavia, la PIT dei lavoratori autonomi, come ad esempio i conducenti Uber, rimane ad oggi una questione spinosa. Per le autorità fiscali, il debole legame tra i datori di lavoro e tali soggetti rende la loro tracciabilità complessa. La possibilità di azioni penali nei confronti dei lavoratori autonomi non è stata esclusa ma ad oggi ci sono state pochi sviluppi in tal senso. L’applicazione di più stretti requisiti fiscali nei confronti dei lavoratori non dipendenti rimane ad oggi una problematica aperta; di due milioni di soggetti dotati di partita IVA, solo un milione ha in effetti corrisposto le proprie imposte.

Alcuni sforzi sono stati fatti per incentivare la partecipazione al sistema fiscale, contemporaneamente riducendone la pressione. Gli impiegati nei settori dell’high-tech, come quelli dell’informatica o dell’agricoltura ad alta tecnologia, possono beneficiare di una riduzione della PIT. Discorso a parte è fatto per gli impiegati delle organizzazioni non governative: per loro la PIT non è calcolata in relazione allo stipendio.

DZSSPer saperne di più: Investimenti diretti esteri in Vietnam: tendenze ed opportunità per il 2016
Problematiche emergenti in ambito fiscale

Si è fatto sempre più necessario prestare attenzione a settori emergenti, che possono coinvolgere specifiche aree di tassazione. Ancora più che la tassazione tradizionale, la maniera con la quale i settori emergenti sono tassati è un fattore determinante per definire la visione che questi settori hanno del Vietnam come destinazione di investimento.

La digital-economy

Nel lungo termine, è probabile che il legislatore interverrà per correggere gli attuali i vuoti normativi e per rispondere alle sfide dell’emergente digital-economy del Vietnam. Nel frattempo, le autorità si stanno impegnando per non spaventare gli investitori. Per esempio, un primo passo in direzione della regolamentazione dell’economia digitale è stato compiuto attraverso l’attuazione dell’articolo 292 del Codice Penale, il quale richiede che tutte le attività di e-commerce siano registrate e siano operative solo a seguito dell’ottenimento di una licenza governativa.

Comunque, il Ministro di Giustizia si è impegnato a consultare gli altri dipartimenti per modificare l’articolo in questione in seguito alla diffusione delle start-up in Vietnam. La città di Da Nang, per esempio, sta concedendo alle start-up condizioni speciali che superano quanto stabilito dall’articolo 292. Allo stesso modo, il primo tentativo di tassare Uber in tre anni di attività nel Paese si è rivelato privo di effetti in seguito accuse di incompletezza di cui è stato tacciato: fintanto che il Dipartimento fiscale non troverà altre soluzioni, Uber continuerà ad operare in una “zona grigia” approfittando del vuoto normativo.

Transfer pricing

Negli ultimi mesi, il governo ha annunciato l’intensificazione degli sforzi per regolamentare il transfer pricing. Per le società la cui attività principale è quella di trattare con imprese correlate all’esterno o all’interno del Vietnam, questo potrebbe portare ad un sostanziale aumento dei costi. Per la stessa ragione, l’adozione di una regolamentazione più stringente si presuppone porterà ad un incremento del gettito fiscale vietnamita.

Con un chiaro esempio di applicazione rafforzata, le autorità fiscali si sono occupate dell’acquisizione da parte di Thailand’s Central Group della catena vietnamita “Big C” del francese Groupe Casino. Sono stati necessari circa tre mesi affinché la transazione da USD 1,05 miliardi fosse completata, ma ancora non sono state preparate adeguate documentazioni, né sono state versate le relative imposte, che si prevede ammonteranno a circa USD 161,4 milioni, da pagarsi entro dieci giorni dalla conclusione delle operazioni. Nel mentre, Groupe Casino ha semplicemente sostituito i rappresentanti legali dei propri negozi con personale di Central Gruop.

Il Dipartimento delle Imposte sta approntando misure per riscuotere le imposte, dal momento che la modifica dei rappresentanti legali è del tutto lecita. Andando ad aggiungersi alla lunga lista di multinazionali che trovano espedienti per alleggerire il carico fiscale (come Coca-Cola, Uber e Formosa), il caso “Big C” è l’ennesimo conferma della necessità per il governo di rivedere le norme in materia fiscale. Secondo Dang Ngoc Minh, vicecapo del Dipartimento delle Imposte, si è già al lavoro, insieme a esperti internazionali, per identificare le attuali cause di “erosione della base imponibile e traslazione dei profitti” (base erosion and profit shifting – BEPS). Ora, il Dipartimento si sta coordinando con il Ministero delle Finanze per reperire informazioni relative alla regolamentazione corrente e creare un piano integrato di azione BEPS.


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