Il progetto-pilota dell’autocertificazione di prodotti in Vietnam

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La Circolare n. 28/2015/TT-BTC, rilasciata dal Ministero dell’Industria e del Commercio nell’agosto 2015 ed entrata in vigore il 5 ottobre seguente, descrive il secondo progetto-pilota che consente ai commercianti di autocertificare l’origine dei loro prodotti da esportare in quattro Stati ASEAN – ovvero Laos, Filippine, Indonesia e Thailandia. Il secondo progetto-pilota di autocertificazione (SC2) segue un primo progetto (SC1) che è in vigore dal 2010 e riguarda Singapore, Malesia e Brunei.

Il progetto pilota costituisce un importante indicatore dell’allentamento del regime commerciale del Vietnam e contribuisce ad integrare il Paese nel commercio della Regione. Con l’aggiunta di questi quattro Paesi dell’ASEAN, solo la Cambogia e il Myanmar restano per ora destinazioni per cui i commercianti vietnamiti o stranieri che operano in Vietnam non possono autocertificare i prodotti.

L’autocertificazione dell’origine del prodotto consente ai commercianti di dichiarare l’origine dei beni esportati sulla loro fattura commerciale invece che sul modulo D del Certificato di Origine (C/O, Certificate of Origin in inglese). Per aderire al progetto-pilota bisogna soddisfare i seguenti criteri:

  1. Il commerciante deve essere sia il produttore sia l’esportatore del bene;
  2. Il commerciante non deve aver commesso alcuna violazione delle norme sull’origine dei prodotti nei due anni precedenti;
  3. Il fatturato dell’export verso la regione ASEAN nel modulo D del Certificato di Origine deve essere pari ad almeno USD 10 milioni nell’anno precedente;
  4. Almeno un dipendente del commerciante deve aver completato un corso di formazione sulla certificazione dell’origine dei prodotti presso un istituto di formazione designato dal Ministero dell’Industria e del Commercio.

I commercianti che soddisfano tutti i criteri di cui sopra possono dunque presentare i documenti per la registrazione al progetto-pilota tramite posta al Dipartimento di Importazioni ed Esportazioni del Ministero dell’Industria e del Commercio. Quest’ultimo rilascerà l’autorizzazione con il codice di autocertificazione e l’elenco dei prodotti autocertificabili dopo aver esaminato i documenti richiesti, elencati qui di seguito:

  1. Un modulo di domanda (presente nell’Appendice I allegata alla Circolare) che include i nomi dei prodotti per i quali il commerciante vuole autocertificare la loro origine (documento in originale);
  2. Nome e firma del rappresentante legale della società commerciale o della persona autorizzata che ha completato il corso di formazione sulla certificazione dell’origine dei prodotti (insieme con una fotocopia recante l’autenticazione e il timbro della società commerciale) sulla fattura (documento in originale);
  3. Una relazione sulla capacità produttiva, secondo il modello nell’Appendice II della Circolare (documento in originale);
  4. Il Business Registration Certificate, l’Enterprise Registration Certificate o l’Investment Certificate (una copia certificata, recante l’autenticazione e il timbro della società commerciale);
  5. Un rapporto sull’esportazione verso i Paesi ASEAN con il modulo D del Certificato di Origine dell’anno precedente (documento in originale, verificato dall’emittente del Certificato di Origine).

È importante osservare che, secondo l’articolo 10 della Circolare n. 28/2015 / TT-BTC, il governo si riserva la facoltà di ritirare l’autorizzazione ad autocertificare i prodotti in qualsiasi momento qualora i commercianti:

  • Dichiarino il falso per richiedere la partecipazione al progetto-pilota;
  • Dichiarino il falso nell’autocertificazione dei prodotti;
  • Non si assumano le proprie responsabilità, come illustrato nell’articolo 11 della Circolare. Queste responsabilità includono (ma non si limitano a):
    • Custodire tutti i documenti relativi alle autocertificazioni per almeno tre anni;
    • Assicurarsi che il rappresentante legale della società commerciale, autorizzato a firmare le autocertificazioni, abbia frequentato un corso di formazione riconosciuto;
    • Inviare tutte le informazioni sull’autocertificazione dei prodotti al Ministero dell’Industria e del Commercio nella prima settimana di ogni mese;
    • Informare il Ministero dell’Industria e del Commercio di qualsiasi fattura commerciale con dichiarazione di origine dei prodotti respinta dal paese importatore.

Essere in grado di autocertificare i prodotti secondo questo progetto-pilota porterà benefici tangibili alle imprese a capitale estero straniero (FIE) che operano in Vietnam. Ciò consentirà di risparmiare tempo permettendo agli operatori di evitare il lungo processo di approvazione della certificazione da parte del Ministero dell’Industria e del Commercio e di risparmiare i costi relativi a tali certificazioni. Questo progetto-pilota costituisce solo un esempio della crescente integrazione regionale del Vietnam nell’area ASEAN, alla vigilia della costituzione della Comunità Economica dell’ASEAN (AEC) e della riduzione delle barriere commerciali con varie economie mondiali, inclusa l’Europa.


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